Paradosso immobiliare: le compravendite crescono nel 2010 ma il mercato è in calo. Giù anche a inizio 2011

Dati a prima vista ingannevoli quelli presentati oggi dall'Agenzia del territorio sul mercato immobiliare che indicano che nel 2010 il numero di compravendite è aumentato dello 0,5% sul territorio nazionale arrivando a 617 mila contro le 614 mila del 2009.

La verità però è diversa perché il dato positivo riflette l'andamento contrastato del settore che ha visto un primo semestre con incrementi sopra al 4%, probabilmente a causa dello scudo fiscale e di grandi alienazioni da parte di enti previdenziali, e un secondo con cali del 2,7% nel terzo trimestre e del 4,1% nel quarto. Questa dinamica dei dati ha fatto affermare alla direttrice dell'agenzia del territorio, Gabriella Alemanno: "Non abbiamo ancora i dati ufficiali, ma possiamo dire che anche il dato del primo trimestre 2011 sarà negativo". Una sensazione confermata anche dal Cresme che, con Paolo D'Alessandris, stima una calo dello 0,8 - 1% nel 2011.

Il mercato è stato sostenuto nel 2010 in particolare dai capoluoghi di provincia che hanno segnato un incremento delle vendite del 5,2% e assorbito 42 dei 104 miliardi di euro di fatturato del settore. Stessa conferma arriva infatti dall'analisi delle otto città maggiori che hanno segnato un rialzo delle compravendite del 6,9% assorbendo 24 miliardi di scambi. In particolare Roma segna un incremento del 12,7% con più di 30 mila transazioni e Milano del 6,7%, rialzi sopra sostenuti anche a Napoli, +4,8% e Genova, +6,9%. Unico segno meno è Bologna con un calo dello 0,6%. Nelle grandi città si hanno anche le quotazioni maggiori con un prezzo medio al metro quadro che è di 2269 euro nelle città capoluogo e di 1315 nelle altre, per una media nazionale di 1578 euro. Naturalmente il valore è indicativo in quanto nelle grandi città può arrivare a tre volte la media e, nelle località turistiche più rinomate, anche a dieci volte.

Il rapporto analizza anche le dimensioni medie delle case acquistate, 104 metri quadri, che scendono a 97 nei capoluoghi e salgono a 107 in provincia.Alla stesura del rapporto quest'anno ha partecipato anche l'Abi, Associazione Bancaria italiana, che ha calcolato l'house affordability index, cioè la capacità delle famiglie di sostenere l'acquisto di una casa da un punto di vista finanziario.

In questo senso i dati dello studio rassicuranti perché indicano che il 51% delle famiglie italiane può sostenere il mutuo per l'acquisto, un dato che torna sopra il 50% per la prima volta dal 2006, anche se ancora lontano dal 62% del 2004. Anche il valore medio nazionale segna un incremento negli ultimi due anni dal 4% al 6%, grazie in particolare al calo dei tassi. Il dato nazionale è ben al di sopra dello zero, limite di sostenibilità,ma in questa analisi però la distinzione geografica è importante: se il sud infatti viaggia infatti due punti sopra la media e il nord la ricalca, i problemi sono al centro , dove, solo con la risalita dell'ultimo biennio, si è tornati sopra lo zero. Inutile sottolineare che i problemi più grandi per chi non può permettersi il mutuo sono legati agli alti prezzi delle case.

fonte: casa24