Mutui, un lusso per pochi fortunati: le banche vogliono il posto fisso

Studio Ubh sul mutuatario italiano tipo: in due anni crollati i finanziamenti per i lavoratori autonomi o a tempo determinato. E per i giovani la casa è un miraggio

Se hai il posto fisso allora puoi accendere un mutuo, altrimenti le tue possibilità si affievoliscono. Complice la recente (e non del tutto passata) crisi economica, le banche italiane hanno aumentato la prudenza con cui garantiscono finanziamenti per l’acquisto di una casa. Niente di cui preoccuparsi per i lavoratori con un contratto a tempo indeterminato, pessime notizie per quelli a tempo determinato e per i lavoratori autonomi. A questo bisogna aggiungere anche l'aumento del tasso Euribor, che vola oltre l'1,4% per la prima volta da oltre due anni a questa parte.

Le ultime statistiche elaborate dall’ufficio studi Ubh parlano chiaro: nel primo trimestre del 2011 solo sedici mutui ogni cento sono stati accesi da lavoratori autonomi o a tempo determinato, mentre oltre l’80% dei finanziamenti è rimasto esclusiva di chi ha un contratto a tempo indeterminato. Per fare un paragone, solo quattro anni fa e con la crisi ancora non esplosa, più di un mutuo casa ogni tre era acceso da lavoratori con contratti non a tempo indeterminato (il 35%): un valore che si è ridotto di oltre la metà in pochi mesi. Scorrendo tra gli altri dati interessanti del rapporto Ubh, si scopre che a pagare la crisi sono stati soprattutto i giovani che sempre più raramente accendono un mutuo. Dal 2007 a oggi la quota di under 30 che attiva un mutuo per la casa è crollata del 18%, mentre gli over 40 hanno ripreso la scena con una crescita del 12%.

I numeri di Ubh non costituiscono certo una sorpresa, e gli indicatori di una crisi che ha toccato le fasce deboli dei lavoratori, come i giovani e i precari, sono emersi da tempo. Proprio l’aspetto generazionale dell’accesso all’abitazione è stato al centro dello studio dell’Osservatorio Supermoney pubblicato di recente. Il centro di ricerca promosso dal portale di confronto Supermoney ha messo in luce come appena il 6% dei mutui online sia stato richiesto da lavoratori con contratti atipici, mentre meno di un mutuo su tre è stato acceso da persone con meno di 35 anni.

Se l’accesso al mutuo è diventato tanto complesso, è anche vero che alcune banche come ByYou, Intesa San Paolo e Monte dei Paschi hanno iniziato a proporre dei prodotti proprio per i giovani e per i lavoratori precari, mentre il Governo ha di recente istituito un fondo per il mutuo alle giovani coppie. Piccoli segnali di speranza in un mondo del credito non ancora alla portata di tutti.