E il mutuo può essere cambiato vincendo le resistenze delle banche

La previsione del rialzo dei tassi da parte della Bce sta portando molti consumatori a considerare l’opportunità di usufruire in futuro della surroga. Un’opportunità prevista dalla Bersani, che ha azzerato i costi notarili per l’esercizio di questa opzione, già contemplata dal Codice civile. Tuttavia l’opzione sembra perdere peso rispetto al passato: i dati Assofin che arrivano al consuntivo del terzo trimestre 2010 indicano che la loro incidenza sul totale dei mutui è stata del 13%, contro il 20% riscontrato dodici mesi prima.

Un dato che trova conferma nelle rilevazioni dell’Osservatorio di Mutuionline, secondo il quale nel secondo semestre dello scorso anno le surroghe concesse dalle banche sono state il 35,7% del totale, tre punti percentuali in meno rispetto al primo semestre. Una prova sul campo condotta da Altroconsumo ha messo in luce che il 24% delle agenzie bancarie (44 su 181 visitate) pone limiti alla richiesta di trasferimento di mutuo con surroga a costo zero. Nel mirino ci sono soprattutto gli switcher, che monitorano continuamente il mercato e tendono a spostarsi da una banca all’altra quando rilevano uno spread più basso. In particolare, alcune filiali tendono a frenare le richieste da parte di coloro che hanno già cambiato almeno due volte banca, temendo che esse stesse possano subire la medesima scelta in futuro. Con la conseguenza di una perdita consistente da costi amministrativi e quelli relativi alle spese di copertura finanziaria.

Per evitare di fare la surroga, rileva l’associazione di consumatori, «i consulenti inventano scuse come una politica aziendale che non la contempla oppure inesistenti difficoltà burocratiche ».