Dossier della Rivista Aste Giudiziarie n. 323

  • Dossier: Manovra "salva Italia": riqualificazione energetica
  • Periodo: Gennaio 2012

Manovra “Salva Italia”: riqualificazione energetica

L’eco bonus del 55% è stato prorogato per tutto il 2012. Dal primo gennaio 2013 sarà sostituito dalla detrazione del 36%.

All’interno del decreto “Salva Italia” sono confermate le detrazioni fiscali per gli interventi di riqualificazione volti a migliorare l’efficienza energetica delle abitazioni domestiche. Le agevolazioni sono pensate per incoraggiare gli investimenti eco-friendly tesi ad ottenere una riqualificazione energetica degli edifici. Per questo tipo di interventi le banche prevedono dell’offerte di prestiti e di mutui ad hoc.

Contrariamente alle ipotesi iniziali del neo ministro dell’ambiente Corrado Clini, la proroga per le detrazioni fiscali del 55%, inizialmente valida sino al 2014, sarà valida soltanto per un anno (fino al 31 dicembre 2012); a partire dal 1 gennaio 2013 questi incentivi saranno sostituiti con le detrazioni fiscali del 36%, già previste per le ristrutturazioni edilizie. A fronte di una diminuzione della detrazione dal 55% al 36%, il governo Monti ha, però, deciso di rendere l’incentivo fiscale del 36% strutturale, cioè a tempo indeterminato.

Per tutto l’anno prossimo, dunque, la detrazione del 55% è confermata alle condizioni attuali. Dal 1° gennaio 2013 sarà ribassata al 36% e sarà disciplinata dal nuovo articolo 16-bis aggiunto dalla Manovra al Tuir e assimilata quindi a quella per le ristrutturazioni. Il nuovo articolo include, tra gli interventi cui spettano le detrazioni del 36%, quelli “relativi alla realizzazione di opere finalizzate al conseguimento di risparmi energetici con particolare riguardo all'installazione di impianti basati sull'impiego delle fonti rinnovabili di energia. Le predette opere possono essere realizzate anche in assenza di opere edilizie propriamente dette, acquisendo idonea documentazione attestante il conseguimento di risparmi energetici in applicazione della normativa vigente in materia” (comma 1, lettera h).

Per le agevolazioni del 36% è stato confermato il tetto massimo di 48.000 euro per unità immobiliare e la ripartizione delle detrazioni in 10 rate annuali. A partire dal 1° gennaio 2012 rientreranno nel bonus del 36% anche gli interventi per la ricostruzione o il ripristino di immobili danneggiati da calamità naturali, a patto che sia stato dichiarato lo stato di emergenza (anche prima del 1° gennaio 2012). Il bonus del 36% viene inoltre esteso a tutti gli interventi sulle parti comuni degli edifici: alloggio del portiere, locali comuni, ascensori e così via.

Chi desidera effettuare delle opere di ristrutturazione energetica, oltre a godere delle agevolazioni fiscali, può servirsi di mutui e prestiti finalizzati a questo tipo di interventi. Per finanziare queste opere è possibile richiedere un mutuo ristrutturazione o, in alternativa, un prestito finalizzato alla casa. La scelta più adatta dipende dalla tipologia dell’intervento ma soprattutto dalla sua onerosità: il mutuo prevede un taeg sicuramente inferiore, cui vanno però sommate altre spese, a cominciare da quelle notarili; può essere indicato per importi superiori ai 30-40 mila euro, che permettano di ammortizzarne i costi. Al di sotto di questa somma è preferibile richiedere un prestito che, anche se prevede un taeg leggermente più alto, ha il vantaggio di prevedere minori garanzie e di essere quindi ottenibile con maggiore facilità.