Dossier della Rivista Aste Giudiziarie n. 356

  • Dossier: Nuovi standard Ue: sì al diritto di recesso
  • Periodo: Maggio 2013

Nuovi standard Ue: sì al diritto di recesso

Il pacchetto di misure, che dovrà essere approvato da Parlamento e Consiglio europeo, prevede informazioni chiare per chi contrae un mutuo e la possibilità di ripensarci entro sette giorni senza penali.

Regole chiare per accedere ai mutui e consumatori più protetti dalle montagne russe dei mercati finanziari. L'Unione Europea segna la strada per rendere un po' più semplice la vita di cittadini e aziende del vecchio continente alle prese con prestiti e finanziamenti. Commissione, Consiglio e Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo che dovrà essere votato nei prossimi mesi da Parlamento e Consiglio e, a quel punto, gli stati membri avranno due anni per recepirla e farla diventare legge. Una strada ancora un po' lunga, ma quest'accordo segna i principi base che con tutta probabilità guideranno il mercato del credito nei prossimi anni.

Dopo la crisi finanziaria iniziata nel 2008 con il fallimento dei mutui subprime statunitensi (quei mutui, cioè, che venivano concessi senza che ci fossero accurati controlli sulle capacità dei consumatori di restituire il denaro) l'Unione europea ha sentito l'esigenza di dare norme chiare e comuni per evitare gli eccessi del mercato. Inoltre, le norme garantiranno a tutti i cittadini che vogliono chiedere un mutuo informazioni approfondite e complete sia sui costi che sui rischi dell'indebitamento. Così da poter scegliere in modo consapevole il mutuo più adatto alle proprie esigenze e al minor prezzo.

Un mercato più integrato. Con questa direttiva, una volta approvata, verranno introdotti per la prima volta degli standard europei per la valutazione della solvibilità dei credito e, in caso di valutazione negativa, i creditori non saranno più autorizzati a distribuire i crediti ipotecari. Non solo. La direttiva prevede un passaporto europeo con il quale gli intermediari di credito, dopo essere stati autorizzati, registrati e controllati a livello nazionale, potranno prestare i loro servizi anche oltre confine. L'obiettivo dell'Ue? Agevolare il mercato unico, aumentare la concorrenza e ampliare il mercato sia degli stessi istituti di credito che dei consumatori. Le valutazioni immobiliari, poi, dovranno essere standardizzate, rispettando i principi in linea con il Financial Stability Board.

Sette giorni per ripensarci. Per tutelare i consumatori, l'Unione europea ha pensato di introdurre un periodo di tempo di almeno sette giorni durante il quale il cliente può decidere se firmare l'accordo per il mutuo o eventualmente rescindere il contratto dopo averlo già stipulato (a seconda dei diversi sistemi giuridici).

Il consumatore può comunque accettare la proposta anche prima dei sette giorni, così come ciascuno Stato può decidere di aumentare il “periodo di garanzia”. Queste le novità principali, almeno per l'Italia. La direttiva contiene, infatti, anche altre disposizioni che non porteranno grosse modifiche nel nostro sistema creditizio perché, in una forma o nell'altra, già in vigore. Eccole nel dettaglio:

  1. -     gli istituti bancari e gli intermediari creditizi dovranno dare ai clienti un documento (Esis), uguale per tutti i Paesi europei, con informazioni dettagliate sulle caratteristiche del prestito in offerta, compresi i rischi legati ad esso (ad esempio il tasso variabile o i prestiti in valuta straniera). In questo modo i clienti potranno confrontare le varie offerte di credito per trovare quella più conveniente;
  2. -     saranno introdotte misure contro la pubblicità ingannevole e fuorviante;
  3. -     i creditori, nel proporre un contratto di mutuo, dovranno tenere conto dei reali interessi del cliente, evitando di far correre rischi eccessivi e rivelando eventuali collegamenti tra l'intermediario del credito e il creditore;
  4. -     il personale dovrà avere le conoscenze e le competenze adeguate in modo da fornire precise informazioni durante la fase precontrattuale e di consulenza;
  5. -     le banche non potranno più effettuare vendite abbinate, ovvero obbligare i clienti ad acquistare altri servizi o prodotti finanziari insieme al contratto di mutuo. Eccezioni sono ammesse nel caso in cui i prodotti aggiuntivi vadano a vantaggio dei consumatori;
  6. - la direttiva garantirà al consumatore il diritto di rimborsare i loro prestiti in anticipo. In questo caso gli Stati membri dell'Ue potranno imporre che i creditori debbano ricevere un equo compenso. (In Italia il decreto Bersani del 2007 già ha eliminato la penale di estinzione del mutuo);
  7. - la direttiva richiede, infine, che i creditori siano tolleranti (anche se l'accordo non spiega in che modo) nel caso in cui si trovino a che fare con clienti che hanno gravi difficoltà di pagamento.