Dossier della Rivista Aste Giudiziarie n. 447

  • Dossier: Mutui casa: pubblicità più trasparenti
  • Periodo: Marzo 2017

Mutui casa: pubblicità più trasparenti

Gli spot dovranno contenere tutti i dati salienti sul prestito. Lo prevede una nuova legge, che impone anche a banche e intermediari di fornire gratis e in modo agevole tutte le spiegazioni del caso. E grazie al Prospetto europeo i clienti avranno sette giorni per pensarci su.

 

Addio pubblicità oscure e incomprensibili. Se stiamo cercando il mutuo perfetto per comprare casa ora non rischiamo più di imbatterci in slogan ambigui che traggono in inganno. Gli annunci dei mutui immobiliari, per legge, da novembre 2016 devono essere formulati in modo corretto, chiaro e non ingannevole. Una brusca sterzata verso la trasparenza imposta dal decreto legislativo 72/2016, che ha recepito la direttiva 2014/17/Ue.

 

Il provvedimento (lo stesso in base al quale chi non paga il mutuo per 18 rate rischia che la casa sia venduta dalla banca) detta regole chiare anche sull'informativa precontrattuale da fornire al cliente. Ecco le principali novità in vigore da novembre.

 

Cosa cambia per chi acquista. Il decreto (già vigente dal primo luglio, per il resto del testo) elenca una serie di dati fondamentali che gli annunci dovranno riportare in maniera chiara, precisa ed evidenziata. Che si tratti di uno spot in radio o tv, un annuncio su una testata cartacea o un banner sul web, la pubblicità dovrà sempre render noto:

 

  • Chi è il finanziatore o l'intermediario del credito;
  • se il credito sarà garantito da un'ipoteca su beni immobili residenziali oppure su un diritto reale che riguardi beni immobili residenziali;
  • il tasso d'interesse (se fisso o variabile o misto), tutte le commissioni e agli altri oneri compresi nel costo totale;
  • l'importo totale del credito;
  • Il Taeg, che dovrà avere spazio nell'annuncio pari a quello di ogni tasso d’interesse;
  • l'esistenza di eventuali servizi accessori necessari per ottenere il credito, nel caso i costi relativi a tali servizi non siano inclusi nel perché non fissati in anticipo;
  • la durata del contratto di credito e il prezzo totale che il consumatore è tenuto a pagare;
  • l'importo e il numero delle rate;
  • in caso di finanziamenti in valuta estera, un'avvertenza dovrà indicare che eventuali fluttuazioni del tasso di cambio potrebbero incidere sull'importo da pagare. Il consumatore ha il diritto a convertire la valuta estera del credito, in caso di variazioni del tasso di cambio pari o superiore al 20% successive alla firma del mutuo. Il messaggio pubblicitario sarà corredato inoltre di un esempio rappresentativo chiaro, conciso e realistico utile a illustrare meglio le condizioni del prestito.

 

L'informativa precontrattuale. Mai più contratti che parlano arabo, dunque. Per farsi un’idea sulle varie proposte offerte del mercato non occorrerà fare salti mortali. Prima di aderire a una proposta il consumatore ha diritto a ottenere in modo gratuito e agevole tutti i chiarimenti del caso. La banca sarà tenuta a fornire ai clienti, in qualsiasi momento, un foglio informativo su supporto cartaceo o comunque durevole, che illustri tutte le informazioni generali, chiare e comprensibili sui contratti di credito offerti. Le delucidazioni dovranno essere rese a voce o anche a distanza purché tramite “tecniche che consentano un'interazione individuale”, precisa il ministero dell’Economia e delle Finanze nel proprio decreto attuativo del 29 settembre scorso e “da personale in possesso di un'adeguata e aggiornata conoscenza”.

 

Il Prospetto europeo. Inoltre, per consentire il confronto con la concorrenza, l'intermediario dovrà anche garantire al cliente una consulenza personalizzata con il cosiddetto PIES, acronimo di "Prospetto informativo europeo standardizzato”.

 

Si tratta di un modulo che la banca consegnerà al consumatore, dopo che questi abbia esplicitato le sue esigenze e la sua situazione finanziaria e prima di aderire al mutuo, affinché possa prendere una decisione informata e serena. Nel PIES la banca mette per iscritto le sue condizioni e offre al cliente sette giorni per pensarci. Un periodo di riflessione per confrontare le diverse offerte di credito sul mercato e prendere una decisione informata. Durante la "settimana di riflessione" l'offerta è vincolante per l’istituto di credito e il consumatore sarà libero di accettarla in qualsiasi momento.

 

La crisi dietro le spalle. Dal canto suo, anche la banca svolgerà una valutazione approfondita del merito creditizio del consumatore, per accertarsi sia in grado di tenere fede agli obblighi del contratto, sulla base d’informazioni sulla sua situazione economica e finanziaria, da esso stesso fornite. Ma sul versante dell’affidabilità degli italiani giungono dati positivi: la ripresa del mercato degli acquisti immobiliari in Italia segna una crescita dei finanziamenti concessi alle famiglie anche grazie ai tassi d'interesse al minimo storico. Secondo dati diffusi dall’Abi, l’Associazione bancaria italiana, le nuove erogazioni di mutui hanno segnato un incremento del 38% nel periodo gennaio-settembre 2016 rispetto allo stesso periodo del 2015.

 

                                                                                                                 fonte: kataweb/consumi