giudiziariagiudiziariaTribunale di ROMAESECUZIONI CIVILI IMMOBILIARIESPROPRIAZIONE IMMOBILIARE (CARTABIA)6122024GiudiceGiuseppe LauropolifalsefalseDelegato alla venditaRominaRomaRMORMN70L69H501RtruefalseCustodeIvg di roma srlPRCFNC50L27A241Tpvp@visiteivgroma.it0689569801falsetrue2500680LOTTO UNICOIMMOBILIIMMOBILE RESIDENZIALEVia delle Case Rosse, 43, 00131 Roma RM, Italia00131RomaRomaLazioItaliaQuota diritto di piena proprietà su Villino cielo terra con giardino di uso esclusivo, Via delle Case Rosse n. 43, piano S1-T-1, si sviluppa su tre livelli collegati da scale interne: al piano terra giardino privato uso esclusivo, portico, soggiorno, due camere, disimpegno, ripostiglio, cucina, bagno, balcone e scale ai piani primo e seminterrato; al piano primo da saloncino, cucina, due camere, disimpegno, bagno, balcone e terrazzo; al piano seminterrato da garage, cantina, wc e locale centrale termica. 3218525IMMOBILE RESIDENZIALEABITAZIONE IN VILLINIVia delle Case Rosse, 43, 00131 Roma RM, Italia00131RomaRomaLazioItaliaLOTTO UNICO VENDITA SENZA INCANTO CON MODALITA' TELEMATICA ASINCRONA Quota pari a 1/1 del diritto di proprietà su Villino cielo terra sviluppato su tre livelli con giardino di uso esclusivo ubicato nella località “Case Rosse” all’interno della zona Z. VI Settecamini, nel territorio del Municipio IV di Roma Capitale, più precisamente in Roma, Via delle Case Rosse n. 43, piano S1-T-1, interno 3. Il villino si sviluppa su tre livelli (S1-T-1) collegati da scale interne e risulta composto: al piano terra da giardino privato di uso esclusivo, portico, soggiorno con camino, due camere, disimpegno, ripostiglio, cucina, bagno, balcone e scale di collegamento ai piani primo e seminterrato; al piano primo da saloncino, cucina, due camere, disimpegno, bagno, balcone e terrazzo; al piano seminterrato da garage, cantina, wc e locale centrale termica. L’unità immobiliare fa parte di un edificio quadrifamiliare in aderenza tra loro, sviluppati su un piano seminterrato e due piani fuori terra. L’unità risulta dotata di impianto di riscaldamento autonomo con distribuzione mediante radiatori, impianto idrico-sanitario e impianto elettrico; sono inoltre presenti apparecchi di climatizzazione con unità interne ed esterne installate sui prospetti. Gli impianti risultano privi di certificazioni di conformità che non sono state esibite in sede di sopralluogo. L’immobile risulta censito al N.C.E.U. del Comune di Roma al Foglio 295, Part. 1573-2090 (graffate), Sub. 3, piano S1-T-1, interno 3, zona cens. 6, categoria A/7, classe 6, consistenza 10,5 vani, superficie catastale 317 mq, rendita catastale pari a € 2.169,12. L'immobile oggetto della presente procedura esecutiva risulta confinante nella sua interezza con: altra unità abitativa sub. 2 e altra unità abitativa sub. 4, area di passaggio comune, rampa carrabile comune, salvo altri. Dall’esame della perizia di stima emergono criticità urbanistico-edilizie e catastali. In particolare, l’Esperto ha rilevato che, pur non essendo stato rinvenuto il titolo edilizio originario relativo alla prima edificazione del fabbricato, dalla fotografia aerea storica certificata I.G.M. del 3 settembre 1954 risulta la preesistenza del manufatto, verosimilmente riconducibile ad originario casale rurale. Risulta tuttavia presentata domanda di condono edilizio ai sensi della L. 47/1985, prot. 86/60431, allo stato non definita e priva di concessione in sanatoria rilasciata; conseguentemente, l’immobile risulta tuttora privo di titolo edilizio abilitativo definitivo e non risulta rilasciato certificato di agibilità. Ogni eventuale attività di ripristino, regolarizzazione e definizione della sanatoria resterà a cura e spese dell’aggiudicatario, come meglio indicato nella perizia di stima. L’Esperto ha altresì rilevato la mancanza di corrispondenza catastale e la presenza di difformità tra lo stato dei luoghi, la planimetria catastale in atti e gli elaborati grafici allegati alla domanda di condono. Secondo quanto indicato in perizia, le difformità riscontrate non risultano allo stato attuale regolarizzabili mediante nuovi titoli edilizi, dovendo l’eventuale aggiudicatario procedere, a propria cura e spese, al ripristino dello stato dei luoghi conforme alla planimetria allegata alla domanda di condono del 19/05/1984 e successivamente attivarsi per la definizione del procedimento di sanatoria. L'immobile risulta nella disponibilità della debitrice esecutata e dalla sua famiglia. Il tutto come meglio descritto nell’elaborato peritale depositato in atti.29515733209031710.5S1 T 12027-02-03T15:00:00SENZA INCANTOASINCRONA TELEMATICAN.A.345.000,00258.750,005.000,002027-02-02T23:59:00sito pubblicitahttps://www.fallcoaste.ithttps://www.fallcoaste.itsito pubblicitahttps://www.asteannunci.ithttps://www.asteannunci.itsito pubblicitahttps://www.astegiudiziarie.ithttps://www.astegiudiziarie.itgestore delle venditehttp://www.astetelematiche.ithttp://www.astetelematiche.it2026-10-20
Abitazione in villini in asta: Roma, Via delle case rosse, 43, 00131 roma rm, italia
Trib. di Roma, Proc. 612/2024,
Lotto UNICO
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Cod. Inserzione: 4647998
Dati del bene: Abitazione in villini
Abitazione in villini
Descrizione:
LOTTO UNICO VENDITA SENZA INCANTO CON MODALITA' TELEMATICA ASINCRONA Quota pari a 1/1 del diritto di proprietà su Villino cielo terra sviluppato su tre livelli con giardino di uso esclusivo ubicato nella località “Case Rosse” all’interno della zona Z. VI Settecamini, nel territorio del Municipio IV di Roma Capitale, più precisamente in Roma, Via delle Case Rosse n. 43, piano S1-T-1, interno 3. Il villino si sviluppa su tre livelli (S1-T-1) collegati da scale interne e risulta composto: al piano terra da giardino privato di uso esclusivo, portico, soggiorno con camino, due camere, disimpegno, ripostiglio, cucina, bagno, balcone e scale di collegamento ai piani primo e seminterrato; al piano primo da saloncino, cucina, due camere, disimpegno, bagno, balcone e terrazzo; al piano seminterrato da garage, cantina, wc e locale centrale termica. L’unità immobiliare fa parte di un edificio quadrifamiliare in aderenza tra loro, sviluppati su un piano seminterrato e due piani fuori terra. L’unità risulta dotata di impianto di riscaldamento autonomo con distribuzione mediante radiatori, impianto idrico-sanitario e impianto elettrico; sono inoltre presenti apparecchi di climatizzazione con unità interne ed esterne installate sui prospetti. Gli impianti risultano privi di certificazioni di conformità che non sono state esibite in sede di sopralluogo. L’immobile risulta censito al N.C.E.U. del Comune di Roma al Foglio 295, Part. 1573-2090 (graffate), Sub. 3, piano S1-T-1, interno 3, zona cens. 6, categoria A/7, classe 6, consistenza 10,5 vani, superficie catastale 317 mq, rendita catastale pari a € 2.169,12. L'immobile oggetto della presente procedura esecutiva risulta confinante nella sua interezza con: altra unità abitativa sub. 2 e altra unità abitativa sub. 4, area di passaggio comune, rampa carrabile comune, salvo altri. Dall’esame della perizia di stima emergono criticità urbanistico-edilizie e catastali. In particolare, l’Esperto ha rilevato che, pur non essendo stato rinvenuto il titolo edilizio originario relativo alla prima edificazione del fabbricato, dalla fotografia aerea storica certificata I.G.M. del 3 settembre 1954 risulta la preesistenza del manufatto, verosimilmente riconducibile ad originario casale rurale. Risulta tuttavia presentata domanda di condono edilizio ai sensi della L. 47/1985, prot. 86/60431, allo stato non definita e priva di concessione in sanatoria rilasciata; conseguentemente, l’immobile risulta tuttora privo di titolo edilizio abilitativo definitivo e non risulta rilasciato certificato di agibilità. Ogni eventuale attività di ripristino, regolarizzazione e definizione della sanatoria resterà a cura e spese dell’aggiudicatario, come meglio indicato nella perizia di stima. L’Esperto ha altresì rilevato la mancanza di corrispondenza catastale e la presenza di difformità tra lo stato dei luoghi, la planimetria catastale in atti e gli elaborati grafici allegati alla domanda di condono. Secondo quanto indicato in perizia, le difformità riscontrate non risultano allo stato attuale regolarizzabili mediante nuovi titoli edilizi, dovendo l’eventuale aggiudicatario procedere, a propria cura e spese, al ripristino dello stato dei luoghi conforme alla planimetria allegata alla domanda di condono del 19/05/1984 e successivamente attivarsi per la definizione del procedimento di sanatoria. L'immobile risulta nella disponibilità della debitrice esecutata e dalla sua famiglia. Il tutto come meglio descritto nell’elaborato peritale depositato in atti.
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