Dossier della Rivista Aste Giudiziarie n. 364

  • Dossier: Piano Casa: le agevolazioni del Governo per mutui e affitti
  • Periodo: Settembre - Ottobre 2013

Piano Casa: le agevolazioni del Governo per mutui e affitti

A fine agosto l'Esecutivo ha rinnovato tre fondi e ne ha creato uno ex novo per aiutare chi è in ritardo con i versamenti di mutuo o canone di locazione, ma anche per aiutare le giovani coppie ad acquistare la prima casa. Vi spieghiamo come si accede ai fondi e chi può beneficiarne

Agevolazioni di fine estate: il Piano casa del governo Letta è stato approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 28 agosto, quando le città stavano lentamente tornando al caos di sempre e molti italiani erano ancora distanti dal flusso informativo di tv e giornali. Meglio, quindi, ricordarlo: a fine agosto sono stati rifinanziati i fondi a favore di chi vuole acquistare una casa, di chi già ne ha una ma non riesce più a permettersela, ma anche di chi è in affitto e non ce la più con il canone mensile. Il quarto fondo, nuovo di zecca, è pensato per gli inquilini che hanno sempre pagato l'affitto regolarmente ma che adesso, a causa della crisi, rischiano addirittura lo sfratto.

Analizziamo i quattro fondi nel dettaglio, partendo proprio da quello di nuova istituzione:
- Il nome è un po' complicato: “fondo di garanzia a copertura del rischio di morosità di locatari altrimenti affidabili”. La sostanza è più semplice: il Governo stanzia 40 milioni di euro (20 nel 2014 e altrettanti nel 2015) per dare una mano a chi vive in affitto ed è nei guai con il canone mensile, nonostante in passato lo avesse sempre onorato. I soldi verranno ripartiti tra le Regioni e utilizzati – attenzione – solo dai “Comuni ad alta tensione abitativa che abbiano già attivato bandi per l'erogazione di contributi in favore di inquilini morosi incolpevoli”. È bene informarsi, quindi, per sapere se il proprio Comune si è mosso in questa direzione. Non si tratta di fondi destinati agli inquilini ma ai proprietari: serviranno per permettere, a chi è in difficoltà, di non pagare l'affitto per il periodo necessario.

- Il fondo di sostegno per l'accesso alle abitazioni in locazione c'era già: l'Esecutivo lo ha rinnovato per il 2014 e il 2015 con 30 milioni l'anno. Il fondo viene ripartito ogni anno tra le singole Regioni con legge Finanziaria; sono poi i Comuni a definire tempi e modi e a pubblicare i bandi. Serve per aiutare chi è in difficoltà a pagare l'affitto, in un immobile sia pubblico che privato.

Fermo restando che i Comuni possono stabilirne di nuovi, i requisiti di base per accedere sono:
• un reddito annuo imponibile complessivo non superiore a due pensioni minime Inps, rispetto al quale l'incidenza del canone di locazione risulti non inferiore al 14 per cento;
• un reddito annuo imponibile complessivo non superiore a quello determinato dalle Regioni e dalle Province autonome di Trento e Bolzano per l'assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, rispetto al quale l'incidenza del canone di locazione risulti non inferiore al 24 per cento.

Passando alle agevolazioni dedicate ai mutui, il 28 agosto è arrivata la conferma anche per un fondo arrivato ormai al settimo anno di applicazione. - Il fondo di solidarietà per i mutui prima casa consente di sospendere le rate fino a un massimo di 18 mesi a chi è in difficoltà nel pagarle con regolarità. Per accedere al fondo – che è stato rifinanziato per il 2014 e il 2015 con 20 milioni l'anno – bisogna aver acceso un mutuo non superiore ai 250.000 euro per una prima casa e presentare un Isee non superiore ai 30.000 euro. Attenzione, però: questi requisiti non bastano se non si verifica una di queste tre possibilità:

  1. • perdita del rapporto di lavoro subordinato sia a tempo determinato che a tempo indeterminato;
  2. • perdita del rapporto di lavoro parasubordinato;
  3. • insorgenza di condizioni di non autosufficienza ovvero handicap grave dell'intestatario o di uno dei cointestatari del contratto di mutuo.

Per accedere al fondo non c'è bisogno di bandi: si fa richiesta direttamente alla banca che eroga il mutuo che – a sua volta - inoltra la domanda al Consap. Una volta verificati i presupposti, il Consap dà il via libera.

Poi c'è chi la casa non l'ha ancora acquistata, ma lo vorrebbe fare se non fosse un periodo in cui farsi concedere un mutuo è un'impresa da record. Il quarto fondo rinnovato dal Governo (30 milioni per il 2014 e altri 30 per il 2015) è pensato proprio per queste persone.
- “Il fondo per l'accesso al credito per l'acquisto della prima casa” funziona secondo un principio molto semplice: lo Stato fa da garante al cittadino nei confronti della banca, garantendo il 50% della quota capitale del mutuo concesso. Certo, le condizioni sono piuttosto stringenti. Tanto nella platea dei potenziali beneficiari (giovani coppie, nuclei familiari anche monogenitoriali con figli minori, giovani under 35 con un lavoro a tempo determinato o part time), quanto per i requisiti d'accesso:

  1. • reddito Isee complessivo non superiore ai 40.000 euro;
  2. l'immobile dev'essere adibito a prima casa e non rientrare nelle categorie
  3. • catastali A1, A8, A9 e non essere più grande di 90 metri quadrati;
  4. • il mutuo non deve finanziare un importo superiore ai 200.000 euro.

Per fare domanda si deve compilare un modello, allegare la documentazione e rivolgersi allo sportello di una banca che aderisca all'iniziativa.